La vicenda risale a inizio aprile, quindi in piena fase di lockdown.

Protagonista un’infermiera di 27 anni che si occupa anche di pazienti Covid-19 a domicilio nell’ambito del Servizio territoriale delle cure primarie. Il Commissario di governo è intervenuto per archiviare la pratica e togliere la sanzione alla donna.

La sanzione nei confronti della collaboratrice dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari è stata annullata, una sanzione di circa 600 euro.

L’infermiera era intenta a sanificare l’abitacolo della sua auto dopo una giornata di lavoro. In quel periodo le limitazioni erano particolarmente stringenti e la giovane si era recata all’autolavaggio più vicino a alla sua abitazione.

A quel punto era arrivata una pattuglia per i controlli e subito i problemi…

Non hanno nemmeno voluto l’autocertificazione racconta l’infermiera!

La donna oltre a occuparsi di persone non-autosufficienti, si occupa di medicazioni e analisi del sangue, terapie sottocutanee e cure palliative, e di supporto al personale che esegue i tamponi per Covid-19.

Come noto queste attività comportano il contatto con liquidi biologici e il rischio di sporcarsi anche i vestiti personali durante le visite con evidente obbligo di osservare rigide norme di igiene e pulizia. 

Alla donna è stato anche fornito il badge da esibire sul cruscotto a riprova della qualifica di Infermiere in attività sanitaria a domicilio e l’Autorizzazione del responsabile dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

Queste ragioni, però, non sono bastate e così era arrivata la multa da 568 euro. Inevitabile il ricorso. A distanza di 7 mesi dall’episodio, il Commissario di governo ha deciso di archiviare la pratica.

La donna rappresentata dal suo avvocato è riuscita a dimostrare che l’attività di igienizzazione e sanificazione della sua auto rientrava senza dubbio tra le sue esigenze di infermiera a domicilio!

Un atteggiamento che è stato considerato perfettamente in linea anche con la ratio del Dpcm per contenere e gestire l’emergenza epidemiologica.

Una sanificazione eseguita per senso di responsabilità, fuori dall’orario di lavoro e a proprie spese, proprio per ridurre al minimo il rischio sanitario di trasmissione del virus e di altre gravi patologie infettive.

Le autorità hanno ordinato l’archiviazione del procedimento e la cancellazione della sanzione. 

fonte ildolomiti.it

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