La sicurezza di se stessi e dei propri dipendenti dovrebbe essere tra le priorità di ogni titolare o gestore di un autolavaggio.

I proprietari o gestori di un autolavaggio devono impegnarsi concretamente a favore della salute e della sicurezza di se stessi e dei propri dipendenti, adottando tutte le azioni praticabili per prevenire o quanto meno, ridurre i rischi di patologie muscolo-scheletriche (DMS).Tutto ciò nel loro stesso interesse, una buona gestione della sicurezza infatti, fa bene all’attività di autolavaggio ed è indice di una buona organizzazione.

Dalla nascita del primo autolavaggio, dove le macchine venivano spinte a mano (potrebbe interessarti anche: “Chi ha inventato l’autolavaggio”), sono cambiate molte cose. Le tecnologie del nostro settore sono progredite in modo abbastanza significativo negli ultimi 50 anni. Tuttavia la tecnologia e la modernizzazione nei processi di lavaggio o delle attrezzature utilizzate, non ha eliminato il verificarsi negli operatori dell’autolavaggio i disturbi muscolo-scheletrici (DMS) che possono interessare la schiena, il collo, le spalle, le mani e le gambe.

Molti operatori del settore soffrono di mal di schiena, dolori al collo, dolori alle braccia. La gran parte di questi disturbi, definiti genericamente ”muscolo-scheletrici”, derivano dall’invecchiamento, ma spesso sono causati da erronei movimenti e/o posture adottati sia durante l’attività di lavaggio che nella vita quotidiana.

I disturbi più comuni sono senso di peso, senso di fastidio, intorpidimento, formicolio, rigidità, dolore a:

  • rachide (collo e schiena)
  • arti superiori (spalle, braccia e mani)
  • arti inferiori (gambe e piedi).

Tali disturbi derivano spesso da affaticamento muscolare, da infiammazione delle strutture tendinee o da degenerazione dei dischi della colonna vertebrale. Anche alcune patologie dell’apparato circolatorio (ad esempio gonfiore degli arti, vene varicose, ecc.) possono derivare da erronei movimenti e/o da posture statiche e prolungate.

Tra i principali fattori che mettono a rischio i lavoratori dell’autolavaggio ci sono:

  • prolungata durata del lavoro svolto;
  • frequenza e/o ripetitività delle azioni lavorative;
  • elevata forza impiegata;
  • postura errata;
  • tempi di recupero insufficienti;
  • tipo di presa non adeguata.

Tra i fattori complementari di rischio, i principali sono:

  • compressioni localizzate delle strutture anatomiche
  • uso di accessori da lavoro errati ( guanti, calzature, ecc.)
  • uso di attrezzature di lavoro non ergonomiche
  • prolungata e non adeguata esposizione a alte e/o basse temperature
  • azioni che implicano contraccolpi
  • uso di strumenti vibranti
  • dover maneggiare oggetti scivolosi

Per valutare l’esposizione è necessario individuare ed esaminare ognuno dei singoli fattori di rischio nonché la loro interazione. Più in generale, a titolo di esempio, possono essere utili i seguenti indicatori che individuano situazioni di rischio:

  • frequenza delle azioni lavorative superiore a 45-50 azioni al minuto;
  • impiego di forza che supera il 50% della massima contrazione volontaria (il 50% della massima forza sviluppabile da un soggetto);
  • lavoro con le braccia, per tempi prolungati, ad altezza spalle o più in alto;
  • svolgimento di compiti ripetitivi sovraccaricanti soprattutto se durano tutto il turno e non vengono effettuate un numero adeguato di interruzioni durante la giornata lavorativa.

La norma tecnica che indica criteri e metodi per la valutazione dei fattori di rischio da movimenti ripetuti è la UNI ISO 11228-3.

I disturbi muscolo-scheletrici (DMS) non sono un rischio inevitabile. I datori di lavoro e gli stessi dipendenti possono contribuire a prevenire o comunque a ridurre in buona parte molti di questi problemi applicando ed osservando le norme vigenti in materia di salute e sicurezza e seguendo le indicazioni e le soluzioni disponibili per prassi lavorative corrette che evitino questi rischi.

Alcune regole generali per evitare danni

  • Prima di sollevare o trasportare un oggetto, è importante conoscere:
  • Quanto pesa: il peso deve essere scritto sul contenitore. Se supera i valori limite, non va sollevato manualmente da soli: usare preferibilmente un ausilio meccanico oppure effettuare il sollevamento in più operatori.
  • La temperatura esterna dell’oggetto: se troppo calda o fredda, è necessario utilizzare indumenti protettivi.
  • Le caratteristiche di contenitore e contenuto: se pericoloso è necessario manovrarlo con cautela e secondo le specifiche istruzioni.
  • La stabilità del contenuto: se il peso non è distribuito uniformemente dentro il contenitore o si sposta durante il trasporto, può derivarne pericolo.

Inoltre è bene evitare di:

  • spostare oggetti troppo ingombranti, che impediscono ad esempio la visibilità;
  • trasportare oggetti camminando su pavimenti scivolosi o sconnessi o con dislivelli;
  • movimentare oggetti in spazi ristretti;
  • indossare indumenti o calzature inadeguati

Il travaso di prodotti liquidi

Evitare di travasare liquidi tenendo il tronco flesso e/o ruotato. Conviene collocare il contenitore vuoto non a terra ma su di un piano rialzato così da poter assumere una postura corretta. Per grandi quantitativi è meglio effettuare il travaso tramite pompa.

Esercizi consigliati

Per mantenere la schiena in buona salute occorre anche rilassare, stirare, rinforzare determinati gruppi muscolari.

1 – IL RILASSAMENTO va eseguito prima degli altri esercizi o quando si sentono il collo e la schiena particolarmente stanchi.

2 – LO STIRAMENTO ha funzione di allungare tendini e muscoli; ridurre la tensione muscolare e migliorare la mobilità delle articolazioni. Va eseguito con calma: non si deve provare dolore, ma solo una sensazione di tensione.

3 – IL RINFORZO, che si esegue dopo gli esercizi di allungamento e mobilizzazione, serve ad aumentare la forza di muscoli che in genere non vengono usati (es.: addominali, glutei, alcuni muscoli della coscia, ecc.) e che invece, correttamente tonificati, vanno ad alleviare il carico di lavoro della schiena. Eseguire i seguenti esercizi almeno due volte alla settimana. L’insieme degli esercizi dura circa mezzora.

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