Sarà capitato anche a voi di dover acquistare un indumento e di trovarvi in difficoltà nel constatare che il capo che state cercando si trova  in mille modelli diversi, una vastità di misure e taglie.

Molto spesso la troppa varietà di scelta, ci confonde, quasi ci spaventa, tanto da decidere di non provare nulla, in questi casi allora, è preferibile ricercare l’aiuto di un commesso, che con la sua esperienza  può aiutarci a trovare esattamente quello che stiamo cercando.

Questa non è una rubrica di moda, lo sappiamo, ma il principio è lo stesso.
Che il lavaggista scelga un marchio oppure un altro, i prodotti per la cura dell’auto si equivalgono quasi tutti ormai, tranne alcune rare eccezioni. Questo perché tutti i produttori sono costretti a rispettare determinati requisiti e parametri di produzione, che tra l’altro si sono fatti ancora più severi dal 2015. La CE ha costretto le aziende di prodotti chimici ad essere trasparenti sulla composizione, sullo smaltimento e sulla pericolosità dei prodotti. Pertanto, ad oggi, è veramente difficilissimo trovare i prodotti che non siano a norma.

Quindi, se bene o male i prodotti si assomigliano un pò tutti, cosa spinge un lavaggista a scegliere un’azienda piuttosto che un’altra? La scelta è fatta in base a due fattori principali: il brand e la qualità del servizio. In questo articolo ci concentreremo su questo ultimo punto:  la qualità del servizio e il modo in cui viene fornito.

Cosa si aspetta un lavaggista dal suo fornitore?

Secondo me si aspetta competenza, si aspetta che venga considerata in dettaglio la particolarità del suo caso, il lavaggista si aspetta di essere considerato, UNICO, SPECIALE!

Difatti gli autolavaggi non sono tutti uguali. In certe zone ad esempio l’acqua è più dura dunque i prodotti lavorano meno. Per capirlo dobbiamo misurare la durezza dell’acqua e proporre dei prodotti che possano abbattere parzialmente i sali ed i metalli pesanti presenti. Perciò ogni lavaggista dovrebbe pretendere un’analisi dedicata del proprio caso, delle proprie acque (che spesso determinano i risultati) e del proprio modo di lavorare.

Il fornitore deve essere in grado di affrontare singolarmente caso per caso.

Che sia l’utilizzo di acqua riciclata od osmotizzata ad esempio, che sia la depurazione un po’ debole, che siano i puntini bianchi residui sulle auto all’uscita del portale o del tunnel oppure l’asciugatura troppo “corta” o troppo “distante”, Il venditore dovrebbe essere in grado di consigliare il lavaggista per il meglio.

Perciò quello che posso consigliare ad un venditore di detergenti è di scegliere un marchio abbastanza poliedrico che possa fornire soluzioni per ogni applicazione, è quello che consiglio ad un lavaggista è di pretendere in primis la competenza e non il prezzo come spesso accade.

Ma soprattutto consiglio al lavaggista di fidarsi del fornitore che ha scelto con cura, perché nel lungo termine la sua fiducia verrà ripagata sicuramente dai risultati e dal risparmio.

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