Tutti gli scarichi devono essere preventivamente autorizzati.

  • L’autorizzazione e’ rilasciata al titolare dell’attivita’ da cui origina lo scarico. Ove tra più’ stabilimenti sia costituito un consorzio per l’effettuazione in comune dello scarico delle acque reflue provenienti dalle attività’ dei consorziati, l’autorizzazione e’ rilasciata in capo al consorzio medesimo, ferme restando le responsabilità’ dei singoli consorziati e del gestore del relativo impianto di depurazione in caso di violazione delle disposizioni del presente decreto. Si applica l’articolo 62, comma 11, secondo periodo, del presente decreto.
  • Il regime autorizzatorio degli scarichi di acque reflue domestiche e di reti fognarie, servite o meno da impianti di depurazione delle acque reflue urbane, e’ definito dalle regioni nell’ambito della disciplina di cui all’articolo 28, commi 1 e 2.
  • In deroga al comma 1 gli scarichi di acque reflue domestiche in reti fognarie sono sempre ammessi nell’osservanza dei regolamenti fissati dal gestore del servizio idrico integrato.
  • Le regioni disciplinano le fasi di autorizzazione provvisoria agli scarichi degli impianti di depurazione delle acque reflue per il tempo necessario al loro avvio.
  • Salvo diversa disciplina regionale, la domanda di autorizzazione e’ presentata alla provincia ovvero al comune se lo scarico e’ in pubblica fognatura. L’autorità competente provvede entro novanta giorni dalla recezione della domanda.
  • Salvo quanto previsto dal decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 372 (a), l’autorizzazione e’ valida per i quattro anni dal momento del rilascio. Un anno prima della scadenza ne deve essere chiesto il rinnovo. Lo scarico può’ essere provvisoriamente mantenuto in funzione nel rispetto delle prescrizioni contenute nella precedente autorizzazione, fino all’adozione di un nuovo provvedimento, se la domanda di rinnovo e’ stata tempestivamente presentata. Per gli scarichi contenenti sostanze pericolose di cui all’articolo 34, il rinnovo deve essere concesso in modo espresso entro e non oltre sei mesi dalla data di scadenza; trascorso inutilmente tale termine, lo scarico dovrà’ cessare immediatamente. La disciplina regionale di cui al comma 3 può’ prevedere per specifiche tipologie di scarichi di acque reflue domestiche, ove soggetti ad autorizzazione, forme di rinnovo tacito della medesima.
  • Per gli scarichi in un corso d’acqua che ha portata naturale nulla per oltre centoventi giorni ovvero in un corpo idrico non significativo, l’autorizzazione tiene conto del periodo di portata nulla e della capacita’ di diluizione del corpo idrico e stabilisce prescrizioni e limiti al fine di garantire le capacità autodepurative del corpo ricettore e la difesa delle acque sotterranee.
  • In relazione alle caratteristiche tecniche dello scarico, alla sua localizzazione e alle condizioni locali dell’ambiente interessato, l’autorizzazione contiene le ulteriori prescrizioni tecniche volte a garantire che gli scarichi, ivi comprese le operazioni ad esso funzionalmente connesse, siano effettuati in conformità’ alle disposizioni del presente decreto e senza pregiudizio per il corpo ricettore, per la salute pubblica e l’ambiente.
  • Le spese occorrenti per effettuare i rilievi, gli accertamenti, i controlli e i sopralluoghi necessari per l’istruttoria delle domande d’autorizzazione previste dal presente decreto sono a carico del richiedente. L’autorità competente determina, in via provvisoria, la somma che il richiedente e’ tenuto a versare, a titolo di deposito, quale condizione di procedibilità’ della domanda. L’autorità stessa, completata l’istruttoria, provvede alla liquidazione definitiva delle spese sostenute.